AlterEgo. Leggere nel pensiero diventa realtà

È concepita come l’evoluzione degli attuali assistenti virtuali progettati da Apple e Android e si chiama AlterEgo.

L’idea di AlterEgo 

AlterEgo nasce da una sfida che ruota intorno ad un concetto preciso ossia la possibilità di creare un sistema di elaborazione dati in grado di fondere l’elemento umano e quello artificiale così da ottenere una specie di estensione interna della nostra stessa cognizione.

Arnav Kapor, ricercatore del MIT di Boston, ha analizzato i segnali neuromuscolari collegati ai pensieri progettando uno strumento simile alle cuffie che si usano nelle live chat. Queste cuffie son collegate ad alcuni sensori sistemati nelle sette aree chiave del viso e, grazie alla conduzione ossea, trasferiscono segnali direttamente all’interno dell’orecchio ancora prima che essi vengano articolati in parole.

“È come avere dei superpoteri”, ha affermato Arnav Kapur.

AlterEgo, infatti, riesce a trascrivere le parole non ancora articolate attraverso il processo di “sub-vocalizzazione” ossia quel particolare discorso interno fatto durante la lettura di una parola e avviene attraverso il movimento dei muscoli che utilizziamo normalmente per parlare.Ad oggi il dispositivo è capace di riconoscere le cifre da 0 a 9 e circa un centinaio di parole

alterego legge nel pensiero

In parole semplici

Quando noi pensiamo di parlare, il nostro cervello spedisce dei segnali ai muscoli facciali che, se intercettati, possono essere tradotti in output e quindi in una risposta.

AlterEgo permette a chi lo indossa di effettuare ricerche su Google o calcoli senza nemmeno parlare. Si tratta di una sperimentazione di realtà aumentata in cui AlterEgo dialoga con il fruitore e con Google, senza che nessun interlocutore terzo riesca a rendersi conto dello scambio perché permette di interagire con i computer per impartire comandi in maniera del tutto silenziosa.

Guarda il test di funzionamento nel video che segue

Altri sistemi 

Non è la prima volta che vengono progettati con lo stesso scopo di intercettare il pensiero. Già Neuralink, un progetto di Elon Musk, ha provato a captare direttamente l’attività elettrica del cervello. Tali strumenti sono stati sviluppati in ambito medico e funzionano grazie all’applicazione di magneti sulle labbra e sulla lingua. Pertanto sono molto invasivi e poco si prestano ad un diverso utilizzo. AlterEgo, grazie alla maggiore praticità di utilizzo e al design più accattivante rispetto ai dispositivi medicali, ha buone probabilità di diffondersi presto sul mercato e diventare un oggetto di consumo di massa. Rivoluzionerebbe di gran lunga la user experience ma metterebbe a dura prova, ancora una volta, la tanto difesa privacy.

A questo punto non resta che chiederci se il futuro che tutti sognavamo è davvero come lo avevamo immaginato?

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2018-07-03T15:20:26+00:00